La NeuroMusicoTerapia si basa su noti e ben descritti modelli neuro-scientifici di percezione e produzione musicale, oltre che sugli effetti della musica su aree cerebrali implicate nella percezione sensitiva, nella produzione del linguaggio e nella pianificazione del movimento; grazie all’impiego di specifiche tecniche, la musica può dunque diventare un fondamentale strumento da utilizzare nel percorso riabilitativo dei pazienti con problematiche neurologiche.
Dalla dislessia all’Alzheimer, la musicoterapia aiuta ad affrontare molti disturbi neurologici ad ogni età.
È nota la sua capacità di toccare le corde più profonde dell’anima per combattere ansia e depressione.
Anche i disturbi neurologici che nascono nel cervello possono essere affrontati con l’aiuto del ritmo e delle note musicali.
Quando si fa o si ascolta musica si mettono in azione regioni del cervello coinvolte nelle emozioni, nella conoscenza e nel movimento e ciò favorisce la neuro-plasticità, creando un’azione vicariale in grado di compensare i deficit delle regioni cerebrali danneggiate.
“Oggi si sa che le informazioni musicali, dal suono al ritmo, alla melodia, nel loro viaggio intracerebrale seguono dei particolari sentieri che corrono in fasci di fibre nervose, contattano i nuclei della base del cervello che li colorano di emozioni ed infine arrivano ai lobi frontali dove si integrano con altre informazioni per dare sensazioni coscienti della loro presenza. Sono stati fatti esperimenti su determinate frequenze e si è visto che il solo loro ascolto ha la capacità di raddoppiare i battiti del cuore e di aumentare la pressione” (Federica Godi).